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	<title>Alex, IZ5GSV &#187; Software Libero</title>
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	<description>Il foto, ciclo, radioamatore (e tanto altro!)</description>
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		<title>Acer Liquid: Android reloaded</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 10:57:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;esperienza negativa con l&#8217;HTC Tattoo di cui ho scritto qui, mi sono immeritatamente guadagnato la fama di esperto di Android con gli amici e dunque, dopo aver restituito il Tattoo al legittimo proprietario, adesso ho per le mani un fiammante Acer Liquid appena uscito dalla scatola.</p>
<p>Il telefono in questione ha una scocca completamente plastica (ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;esperienza negativa con <a href="http://www.mactutorials.it/site/2010/02/un-androide-tra-noi/" target="_blank">l&#8217;HTC Tattoo di cui ho scritto qui</a>, mi sono immeritatamente guadagnato la fama di esperto di Android con gli amici e dunque, dopo aver restituito il Tattoo al legittimo proprietario, adesso ho per le mani un fiammante Acer Liquid appena uscito dalla scatola.</p>
<p><a href="http://www.iz5gsv.it/wp-content/uploads/2010/02/Liquid-red.jpg" rel="lightbox[73]"><img class="alignleft size-full wp-image-80" title="Liquid-red" src="http://www.iz5gsv.it/wp-content/uploads/2010/02/Liquid-red.jpg" alt="" width="200" height="298" /></a>Il telefono in questione ha una scocca completamente plastica (ed in questo caso completamente nera; esiste anche bianco e rosso scuro). La plastica è liscia come il dorso dell&#8217;iPhone 3G\GS, questo ne fa un oggetto tremendamente scivoloso al tatto e sempre pronto a schizzare via come una saponetta impazzita (come l&#8217;iPhone, del resto).</p>
<p>I tasti sono stati posizionati in modo folle al di sotto della curvatura del bordo della scocca e non sono in rilievo neppure minimo, rendendoli a mio parere difficili da raggiungere ed operare.</p>
<p>Le dimensioni ed il peso sono pressappoco identiche a quelle dell&#8217;iPhone ma il design lo fa apparire più massiccio di come in realtà sia.</p>
<p>L&#8217;hardware è di tutto rispetto: tra le altre caratteristiche quelle più significative sono il processore Qualcomm Snapdragon 8250, schermo touch <em>capacitivo </em>da 3,5&#8243; 480&#215;800 pixel, USB 2.0, WiFi, Bluetooth 2.1, quadribanda HSDPA, fotocamera 5 Mpx autofocus, aGPS, bussola, espandibilità tramite micro SD e sistema operativo Android 1.6.</p>
<p>E proprio questo è il motivo che lo ha portato tra le mie mani: il proprietario voleva un telefono che montasse una versione di Android più recente.</p>
<p>Il cellulare in questione appartiene a quella razza fortunata che è possibile aggiornare e per il quale c&#8217;è gente in giro per il mondo che ha voglia di perdere tempo per cucinargli ROM specifiche.</p>
<p>Detto fatto: prima ho usato il telefono per un paio di giorni con il suo sistema operativo originale e poi ho iniziato a studiare il sistema per aggiornarlo; sistema che non è né facile né intuitivo. E&#8217; 100000 volte più semplice e veloce sbloccare un iPhone ed applicargli il famigerato jailbreak.</p>
<p>Veniamo alle mie considerazioni:</p>
<p><em><strong>Android 1.6:</strong></em></p>
<p>Il terminale è lento, il software macchinoso, ha un look&amp;feel poco attraente ed il touchscreen è impreciso e poco responsivo.</p>
<p>L&#8217;assenza di un joypad fisico, unita all&#8217;irresponsività del touchscreen ha messo i miei nervi a dura prova.</p>
<p>Devo però dire che mi sono fatto l&#8217;idea che non è la tecnologia di funzionamento che fa il touch &#8220;buono&#8221; o &#8220;non-buono&#8221; ma che tutto dipenda dal driver software e dalla qualità del pannello stesso.</p>
<p>Infatti la stessa ACER ha diffuso un aggiornamento che in teoria dovrebbe migliorare la sensibilità del pannello specialmente sui bordi; inoltre qualche giorno fa il MOTO Development Group ha <a href="http://labs.moto.com/diy-touchscreen-analysis/" target="_blank">pubblicato una interessantissima analisi</a> che ha prodotto i seguenti risultati:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://labs.moto.com/wp-content/uploads/2010/01/diytouchscreenanalysis3.jpg" alt="" width="437" height="481" /></p>
<p style="text-align: left;">dimostrando, se ce ne fosse stato il bisogno, che la qualità del touchscreen dell&#8217;iPhone (ovviamente si parla dell&#8217;accoppiata driver software più pannello) è superiore rispetto a quella dei suoi più diretti concorrenti (HTC Droid Eris, Motorola Droid e HTC\Google Nexus One).</p>
<p>La durata della batteria è di poco inferiore a quella dell&#8217;iPhone  (per me due giorni con iPhone e un giorno e mezzo con il Liquid).</p>
<p>Devo  però dire che la connessione internet è molto veloce sebbene la  stabilità del collegamento WiFi lasci a desiderare.</p>
<p>Il resto delle impressioni è analogo a quanto provato con il Tattoo (sebbene su questo terminale tutte le applicazioni del Market siano disponibili senza distinzioni).</p>
<p><em><strong>Android 2.1:</strong></em></p>
<p>Non ho dunque messo tempo in mezzo ed ho proceduto al flashing del terminale per installare Android 2.x.</p>
<p>Dopo un paio di nottate passate a setacciare la rete in cerca delle informazioni più comprensibili e semplici da eseguire e svariati mal di testa ne sono venuto a capo e mentre con una mano mi toccavo scaramanticamente le palle, con l&#8217;altra ho proceduto al flashing del telefono, tenendo sempre ben presente che il rischio di trasformarlo in un fermacarte era più che probabile.</p>
<p>Per quanto ho capito io, le procedure implicano l&#8217;uso di programmetti esclusivamente scritti per Windows. Solo dopo il primo flash sarà disponibile la possibilità di usare il terminale per mezzo dell&#8217;Android Software Development Kit (disponibile per tutte le piattaforme; Win, Mac OS X e Linux) che mette a disposizione il protocollo ADB ed i relativi comandi da terminale).</p>
<p>Sebbene alcuni temerari usino Windows virtualizzato, io lo sconsiglio in quanto durante la procedura il telefono si riavvia diverse volte e tutte le volte occorre <em>velocemente </em>mappare nuovamente sulla macchina virtuale la periferica USB resasi disponibile ad ogni riavvio pena il fallimento dell&#8217;operazione ed il bricking dell&#8217;apparecchio.</p>
<p>La rom che ho installato proviene da un progetto gestito da tre hacker che si basa su una ROM beta (MOLTO beta) leaked dalla stessa ACER e destinata al nuovo modello del Liquid, chiamato &#8220;Liquid E&#8221; che avrà lo stesso identico hardware del modello in vendita attualmente ma che appunto monterà di serie Android 2.1 (non è ancora chiaro se ACER poi procederà all&#8217;aggiornamento dei terminali già venduti oppure no).</p>
<p>Ed ecco Eclàir in tutto il suo splendore:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.iz5gsv.it/wp-content/uploads/2010/02/android-002.jpg" rel="lightbox[73]"><img class="size-full wp-image-78" title="android 002" src="http://www.iz5gsv.it/wp-content/uploads/2010/02/android-002.jpg" alt="" width="220" height="293" /></a><a href="http://www.iz5gsv.it/wp-content/uploads/2010/02/android-001.jpg" rel="lightbox[73]"><img class="size-full wp-image-77" title="android 001" src="http://www.iz5gsv.it/wp-content/uploads/2010/02/android-001.jpg" alt="" width="220" height="293" /></a><a href="http://www.iz5gsv.it/wp-content/uploads/2010/02/android-003.jpg" rel="lightbox[73]"><img class="size-full wp-image-79" title="android 003" src="http://www.iz5gsv.it/wp-content/uploads/2010/02/android-003.jpg" alt="" width="220" height="293" /></a></p>
<p>Decisamente Android 2.1 è più elegante e piacevole agli occhi del suo fratello minore, comunque sempre lontano anni luce dalla fluidità d&#8217;utilizzo dell&#8217;iPhone OS; a differenza della versione 1.6 (ed anche dell&#8217;iPhone) il telefono con Eclàir si avvia alla velocità della luce; molto piacevole!</p>
<p>Sarà che non ci sono abituato ma la caratteristica di Android di lasciare aperte le applicazioni mi crea qualche difficoltà di comprensione oltre ad appesantire il telefono con millemila processi inutili che finiscono per appesantire il funzionamento del telefono le cui prestazioni degradano in modo sensibile. Dopo questa esperienza posso affermare con decisione che il multitasking in un apparecchio del genere è inutile al 99%.</p>
<p>Ovviamente, trattandosi di una ROM non ufficiale e per di più derivata da una beta, è piena di piccoli bachetti più o meno fastidiosi che il volenteroso e sempre poco ringraziato team di hacker sta piano piano rimediando.</p>
<p>Il software si impunta in svariate occasioni ed occasionalmente crasha, spero sempre per via dei suddetti difetti di gioventù&#8230;</p>
<p>Il touchscreen soffre come detto di questi impuntamenti e presenta una fastidiosa mancanza di sensibilità sul bordo inferiore; spero sia solo un problema software anche se diversi Liquid (incluso quello di un altro mio amico) sono stati mandati in assistenza giusto per la &#8220;morte improvvisa&#8221; del touchscreen appunto in questa zona.</p>
<p>Il multitouch non è ancora presente su questa ROM sebbene sia supportato dal punto di vista hardware. Lo è invece il trasferimento bluetooth dei file che funziona senza problemi per mezzo di un programma di una terza parte, fortunatamente gratis (mi domando come mai questa funzione non faccia parte del core del sistema operativo).</p>
<p>Da questo punto di vista trovo interessante (anche se non la condivido) l&#8217;opinione di uno dei tre hacker sopracitati che afferma l&#8217;inutilità del multitouch in un dispositivo che per il 90% del tempo è usato solo con il pollice&#8230;</p>
<p>La ROM che ho installato pone fortunatamente rimedio ad una cretinata progettuale fatta da ACER nella versione di Donut installata di fabbrica: in questa per sbloccare il terminale bastava premere il tasto di accensione\sleep ep oi il softkey &#8220;menu&#8221; (l&#8217;ultimo in basso a destra); niente di più fcile da fare involontariamente! Lo &#8220;swipe to unlock&#8221; implementato da Eclàir è molto più sicuro.</p>
<p>Il prossimo post sarà una guida al flashing dell&#8217;Acer Liquid.<br />
Stay tuned</p>
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		<title>Get it now! Arriva Firefox 3.6</title>
		<link>http://www.iz5gsv.it/2010/01/22/get-it-now-arriva-firefox-3-6/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<category><![CDATA[MondoMac]]></category>
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		<category><![CDATA[Firefox]]></category>
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		<category><![CDATA[Get Firefox]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Finalmente è disponibile per il download la nuova versione di Firefox denominata 3.6</p>
<p>Tra le tante novità, questa nuova versione ne introduce una che si potrebbe definire epocale: il supporto ad HTML5 e quindi all&#8217;inserimento nelle pagine web di video senza la necessità di usare l&#8217;elefantiaco player flash.</p>
<p>Oltre a questo Firefox 3.6 ha un nuovo sistema di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.mozilla-europe.org/img/image-library/firefox-logo.png" alt="" width="112" height="112" />Finalmente è disponibile per il download la nuova versione di Firefox denominata 3.6</p>
<p>Tra le tante novità, questa nuova versione ne introduce una che si potrebbe definire epocale: il supporto ad HTML5 e quindi all&#8217;inserimento nelle pagine web di video senza la necessità di usare l&#8217;elefantiaco player flash.</p>
<p>Oltre a questo Firefox 3.6 ha un nuovo sistema di temi chiamato &#8220;personas&#8221; ed tante altre migliorie che lo rendono ancora più leggero e veloce.</p>
<p>Come al solito Firefox è sempre <strong>gratuito </strong>e <strong>libero </strong>ed è disponibile per qualsiasi sistema operativo, Mac OS X, Windows e Linux compresi.</p>
<p>Che aspettate a scaricarlo? <img src='http://www.iz5gsv.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.mozilla-europe.org/it/firefox/" target="_blank">Basta cliccare qui!</a></p>
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		<title>Ubuntu 7.10 Gutsy Gibbon sul mio eeePC</title>
		<link>http://www.iz5gsv.it/2009/04/14/ubuntu-7-10-gutsy-gibbon-sul-mio-eeepc/</link>
		<comments>http://www.iz5gsv.it/2009/04/14/ubuntu-7-10-gutsy-gibbon-sul-mio-eeepc/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 21:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Software Libero]]></category>
		<category><![CDATA[ASUS]]></category>
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		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>… come ho installato Ubuntu 7.10 Gutsy Gibbon sul mio eeePC.</p>
<p>Come ho già detto, la Xandros installata di default sull’eeePC non mi piaceva per niente, inoltre quell’OS frustrava pesantemente le mia aspirazioni smanettatorie; quindi mi sono messo al lavoro per installare la mia adorata Ubuntu sul piccoletto di casa ASUS.</p>
<p>Visto che l’eeePC non ha un lettore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>… come ho installato Ubuntu 7.10 Gutsy Gibbon sul mio <a href="http://it.asus.com/products.aspx?l1=24" target="_blank">eeePC</a>.</p>
<p>Come ho già detto, la <a href="http://www.xandros.com/" target="_blank">Xandros</a> installata di default sull’eeePC non mi piaceva per niente, inoltre quell’OS frustrava pesantemente le mia aspirazioni smanettatorie; quindi mi sono messo al lavoro per installare la mia adorata <a href="http://www.ubuntu.com/" target="_blank">Ubuntu</a> sul piccoletto di casa ASUS.</p>
<p>Visto che l’eeePC non ha un lettore CD-ROM a bordo, installare un nuovo sistema operativo non risulta così intuitivo come potrebbe essere per una qualsiasi altra macchina.<br />
Ovviamente non si pone il problema per chi ha un CD-ROM esterno USB; tra l’altro questa guida risulta valida anche per chi ha un <a href="http://www.apple.com/it/macbookair/" target="_blank">MacBook AIR</a> <img src='http://www.iz5gsv.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  (sebbene sia stato riscontrato che il firmware dei Mac non gradisca troppo i dispositivi avviabili USB).</p>
<p>In parole povere, quello che dobbiamo fare è creare una chiavetta avviabile con l’immagine di Ubuntu, avviare il PC come se stessimo usando il CD live ed iniziare l’installazione di Ubuntu.<br />
In pratica la parte più difficile è creare la chiavetta avviabile.</p>
<p>Sarebbe troppo semplice copiare i file presenti sul CD sulla chiavetta, occorre invece creare un apposito file system e per fare questo ci vengono in aiuto alcuni comandi di Linux.</p>
<p>La procedura che descrivo impiega Linux e sebbene possa essere eseguita anche sotto Windows, pubblicherò un addendum quando ne avrò voglia.</p>
<p>Vediamo allora il materiale che ci serve:</p>
<ul>
<li>Una chiavetta USB da almeno 1Gb</li>
<li>L’immagine ISO del CD di installazione della distribuzione Ubuntu 7.10</li>
<li>Un PC funzionante con lettore CD ROM o con Linux già installato</li>
</ul>
<p>Per prima cosa prepariamo la chiavetta USB avviabile.</p>
<p>Nel PC con Linux installato (o avviato tramite il CD ROM live di Ubuntu) installiamo il programma <em>syslinux</em>; in una finestra del terminale digitiamo il comando:</p>
<blockquote><p><code>sudo aptitude syslinux</code></p></blockquote>
<p>Inseriamo dunque la chiavetta in una porta USB libera, aspettiamo qualche istante affinché il sistema riconosca la nuova chiavetta e poi nella solita finestra del terminale digitiamo il comando:</p>
<blockquote><p><code>fdisk –l</code></p></blockquote>
<p>il comando ci mostrerà il device che rappresenta la nostra chiavetta, qualcosa del tipo <em>/dev/sdb1</em>.</p>
<p>Adesso è possibile continuare la creazione della chiavetta avviabile scaricando uno script (<a target="_blank">isotostick.sh</a>) creato apposta per automatizzare il processo dal sito <a href="http://www.startx.ro/sugar/" target="_blank">http://www.startx.ro/sugar/</a>.<br />
Per farlo in una finestra di terminale scriviamo:</p>
<blockquote><p><code>wget http://www.startx.ro/sugar/isotostick.sh</code></p></blockquote>
<p>Una volta scaricato il file è necessario renderlo eseguibile:</p>
<blockquote><p><code>chmod +x isotostick.sh</code></p></blockquote>
<p>Come ultimo passo della preparazione occorre scaricare anche l’immagine del CD di installazione di Ubuntu 7.10 16bit dal sito di Ubuntu <a href="http://www.ubuntu.com/getubuntu/download" target="_blank">http://www.ubuntu.com/getubuntu/download</a>.</p>
<p>Terminato il download dell’immagine (ma è possibile anche generare l’immagine a partire dal CD ROM oppure <a href="https://shipit.ubuntu.com/" target="_blank">ordinare gratis un CD direttamente alla Canonical</a>, il CD vi verrà recapitato a casa direttamente via corriere e in modo completamente gratuito) è il momento di entrare nella fase operativa!</p>
<p>Sempre nella nostra finestra di terminale occorre marcare la partizione della chiavetta come avviabile, digitiamo:</p>
<blockquote><p><code>sudo parted /dev/sdb set 1 boot on</code></p></blockquote>
<p>quindi lanciamo il nostro script:</p>
<blockquote><p><code>sudo ./isotostick.sh ubuntu-7.10-desktop-i386.iso /dev/sdb1</code></p></blockquote>
<p>ed infine trasferiamo il sistema operativo sulla chiavetta:</p>
<blockquote><p><code>sudo syslinux /dev/sdb1</code></p></blockquote>
<p>Et violà, le jeux sont fait! La nostra chiavetta è pronta per l’uso.</p>
<p>Prendiamo il nostro piccolino, inseriamo la chiavetta in una delle porte USB ed accendiamolo tenendo premuto il tasto TAB.<br />
Un menu del BIOS ci chiederà da quale disco vogliamo avviare il computer: scegliamo la chiavetta ed attendiamo la fine del processo di boot.<br />
Al termine il piccolino sarà perfettamente funzionante con la sua Ubuntu live.</p>
<p>Sul desktop ci sarà un’icona per l’installazione, basterà fare doppio click e il processo partirà senza problemi.</p>
<p>NOTA: durante l’installazione l’Ubuntu live avrà attivato di default gli effetti grafici tridimensionali di Compiz. Questo, sebbene molto figo, impedisce per il momento di settare una risoluzione adeguata allo schermo dell’eeePC, il sistema ci impedirà di vedere ed azionare degli importanti controlli che si trovano alla base delle finestre ed anche con il tasto ALT non ci sarà permesso di spostare le finestre al di la del bordo superiore dello schermo. Per ovviare al problema occorre disabilitare gli effetti grafici di Compiz tramite il menu: System&gt;Preferenze&gt;Aspetto&gt;Visual Effects in questa finestra occorrerà settare “none”.<br />
Questo non sempre è valido, in ogni caso disabilitare Compiz non farà certo male…</p>
<p>Secondo i guru del software libero, un file system di tipo EXT3 stresserebbe troppo il disco a stato solido dell’eeePC e quindi viene consigliato un file system di tipo EXT2 oppure ReiserFS.<br />
Quindi durante l’installazione di Ubuntu, al momento del partizionamento del disco, scegliamo la modalità manuale e scegliamo ReiserFS o EXT2 come file system; inoltre non servirà creare il file di swap, l’utility di partizionamento si lamenterà un poco ma non darà fastidio più di tanto.<br />
Personalmente consiglio ReiserFS che su un piccolo disco come quello dell’eeePC darà circa un 30% di capacità in più.</p>
<p>Terminata l’installazione il sistema si ravvierà e potremo accedere alla nostra nuova Ubuntu sull’eeePC.</p>
<p>Però prima di potere usare il nostro piccolino nel pieno delle sue capacità occorre un po’ di tuning.</p>
<p>In effetti ci sono un po’ di cose che non funzionano ma che si possono facilmente sistemare.</p>
<p>Per prima cosa bisogna rimuovere dalla configurazione del sistema qualsiasi riferimento al CD ROM (che non esiste), quindi apriamo il terminale e digitiamo:</p>
<blockquote><p><code>sudo gedit /etc/fstab</code></p></blockquote>
<p>Nel file aperto cerchiamo la linea:</p>
<blockquote><p><code>/dev/sdc1 /media/cdrom0 udf,iso9660 user,noauto,exec 0 0</code></p></blockquote>
<p>rimuoviamola o commentiamola, quindi salviamo il file e chiudiamo l’editor.</p>
<p>Allo stesso modo bisogna editare il file delle sorgenti per rimuovere i riferimenti al CD di installazione e fare in modo che Ubuntu cerchi di prelevare i nuovi pacchetti di installazione dalla rete e non dal CD, sempre nel terminale digitiamo:</p>
<blockquote><p><code>sudo gedit /etc/apt/sources.list</code></p></blockquote>
<p>Nel file aperto cerchiamo la linea:</p>
<blockquote><p><code>deb cdrom:[Ubuntu 7.10 _Gutsy Gibbon_ - Release i386 (20071016)]/ gutsy main restricted</code></p></blockquote>
<p>rimuoviamola o commentiamola, quindi ancora una volta salviamo il file e chiudiamo l’editor.</p>
<p>A questo punto occorre collegare l’eeePC ad una rete ethernet (il WiFi non funziona per il momento) e scaricare un pacchetto di script che eseguiranno in automatico le modifiche appropriate per fare funzionare l’eeePC con Ubuntu.</p>
<p>Direttamente dal piccolino, scarichiamo questi script, decomprimiamoli facendo click con il tasto destro oppure digitando in un terminale:</p>
<blockquote><p><code>tar zxvf [nomefile]</code></p></blockquote>
<p>Questi script provvedono a:</p>
<ul>
<li>font piccole, niente compiz, possibilità di fullscreen per tutte le applicazioni</li>
<li>wifi (bassato sui driver madwifi)</li>
<li>hotkeys</li>
<li>overclocking a 900Mhz (usando il modulo del kernel originale, normalmente l’eeePC viaggia a 600MHz per ottimizzare dissipazione termica e consumo di energia)</li>
<li>webcam</li>
<li>suspend-to-ram</li>
<li>suono</li>
<li>altri fix minori</li>
</ul>
<p>Una volta estratti i file, aprire un terminale, spostarsi nella directory dei file appena estratti e lanciare i due script:</p>
<blockquote><p><code>./tweak-gnome.sh</code></p></blockquote>
<p>e poi</p>
<blockquote><p><code>sudo ./install all</code></p></blockquote>
<p>Infine riavviate l’eeePC e godetevelo!!!</p>
<p>Per la compilazione di questa guida mi sono servito di queste fonti i quali autori ringrazio vivamente:</p>
<p><a href="http://code.google.com/p/eee-ubuntu-support/" target="_blank&gt;http://code.google.com/p/eee-ubuntu-support/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;li&gt;&lt;a href=">http://wiki.eeeuser.com/ubuntu</a></p>
<p><a href="http://eee-ubuntu-support.googlecode.com/" target="_blank">https://help.ubuntu.com/community/Installation/FromUSBStick</a></p>
<p><a href="http://eee-ubuntu-support.googlecode.com/" target="_blank">http://eee-ubuntu-support.googlecode.com/</a></p>
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		<title>Attivare l&#8217;advanced mode in Xandros</title>
		<link>http://www.iz5gsv.it/2008/04/06/attivare-ladvanced-mode-in-xandros/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 11:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sicuramente nessuno dei mie quattro lettori avrà lasciato la Xandros sul suo eeePC dopo il meraviglioso articolo che ho scritto qualche giorno fa, comunque, dando un’occhiata (morbosa, l’ammetto) alle stringhe di ricerca del sito ho visto che ricorreva un sacco di volte la stessa annosa domanda:</p>
<p>    Come faccio ad attivare “l’advanced mode” nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente nessuno dei mie quattro lettori avrà lasciato la Xandros sul suo eeePC dopo il meraviglioso articolo che ho scritto qualche giorno fa, comunque, dando un’occhiata (morbosa, l’ammetto) alle stringhe di ricerca del sito ho visto che ricorreva un sacco di volte la stessa annosa domanda:</p>
<p>    Come faccio ad attivare “l’advanced mode” nella Xandros fornita di serie con l’eeePC e mandare a cagare gli infami bottoncioni?</p>
<p>Mi sono accorto che a questa domanda non avevo dato risposta, mi vantavo di averlo fatto ma non avevo offerto alcun aiuto. Siccome son buono allora ho pensato di ovviare subito e fare pubblica ammenda!</p>
<p>Allora, la prima cosa da fare è aprire una sessione di terminale premendo CRTL+ALT+T.</p>
<p>Il seguente step è opzionale e semplificherà i passi successivi, con la seguente operazione faremo in modo che il sistema operativo si fidi automaticamente dei pacchetti scaricati dal “Community Repository”;</p>
<p>Al prompt del terminale diamo i seguenti comandi:</p>
<p>    wget http://download.tuxfamily.org/eeepcrepos/key.asc</p>
<p>    sudo apt-key add key.asc</p>
<p>Sempre nel terminale digitiamo:</p>
<p>    sudo synaptic</p>
<p>All’interno del programma Synaptic (che serve per installare e rimuovere le applicazioni) scegliamo dal menu Settings la voce Repositories.</p>
<p>Clicchiamo su New ed aggiungiamo i valori seguenti:</p>
<p>http://download.tuxfamily.org/eeepcrepos</p>
<p>Inseriamo la distribuzione (distribution): p701</p>
<p>Inseriamo la sezione (section): main</p>
<p>Clicchiamo su OK</p>
<p>Adesso clicchiamo su Reload, questo permette al sistema di aggiornare la lista di programmi disponibili. Scorriamo la lista fino a trovare il programma advanced-desktop-eeepc, è possibile anche usare il box di ricerca!</p>
<p>Marchiamo il programma per l’installazione. Se non avessimo completato lo step opzionale descritto in precedenza, adesso il sistema si lamenterebbe di non avere una chiave per l’autenticazione della sorgente. Tutto questo è normale e non c’è da preoccuparsi.</p>
<p>Clicchiamo su Apply (se il pulsante risultasse fuori dalla schermino del computer, manteniamo premuto il tasto ALT, facciamo click-sinistro su un qualsiasi punto della finestra e spostiamola verso l’alto).</p>
<p>Alla fine del processo, nel pannellino di shutdown apparirà un nuovo pulsante “Full Desktop”. Se scegliamo questa opzione il sistema si riavvierà nella modalità “avanzata”. Inoltre, tutte le volte che riavvieremo il PC questo utilizzerà la modalità usata per ultima.</p>
<p>Se non vogliamo usare Synaptic, basterà scrivere nel terminale:</p>
<p>    sudo apt-get install advanced-desktop-eeepc</p>
<p>Ed il gioco sarà fatto (lo dico sempre io che il terminale è più efficiente dell’interfaccia grafica <img src='http://www.iz5gsv.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  )</p>
<p>Sorgente di ispirazione per questo articolo: il sito eeeuser.com.</p>
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